Accredito del prestito sul conto: da cosa dipendono i tempi e cosa verificare
Team editoriale Credano | 10+ anni di esperienza nella finanza al consumo europea
Molti annunci di prestiti online mettono in primo piano i tempi di accredito. Prima che il denaro arrivi sul conto, però, ogni richiesta passa per una serie di passaggi che la legge rende obbligatori, e nessuno può sapere in anticipo quanto dureranno nel tuo caso. Questa guida spiega cosa succede tra la richiesta e l'accredito, da cosa dipendono i tempi, quanto costa davvero un prestito e quali diritti hai prima e dopo la firma.
Credano è un sito di confronto prestiti, non un istituto di credito. Questo articolo è informativo: non contiene offerte di prestito e non raccomanda istituti specifici.
Cosa succede tra la richiesta e l'accredito
Un prestito al consumo segue sempre le stesse fasi, sia che la richiesta venga presentata in filiale sia online.
- Richiesta. Indichi importo, durata, situazione lavorativa e reddito.
- Identificazione. L'istituto verifica la tua identità, ad esempio con SPID, CIE, video-identificazione o un bonifico di verifica dal tuo conto. È un obbligo previsto anche dalla normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007).
- Valutazione del merito creditizio. Il Testo unico bancario (TUB) obbliga l'istituto a verificare, prima di concedere il credito, che tu sia in grado di rimborsarlo. Per farlo esamina il reddito e gli impegni in corso e consulta le banche dati del credito.
- Informazioni precontrattuali. Ricevi il modulo SECCI (Informazioni europee di base sul credito ai consumatori), con TAEG, TAN, importo totale dovuto, numero e importo delle rate e condizioni di recesso.
- Firma del contratto. Spesso avviene con firma elettronica.
- Erogazione. L'istituto dispone il bonifico sul conto a te intestato.
Ognuna di queste fasi può richiedere più o meno tempo. La valutazione del merito creditizio non è una formalità che si può saltare: è la parte che decide se il prestito viene concesso e a quali condizioni.
Da cosa dipendono i tempi
I tempi tra richiesta e accredito variano da un istituto all'altro e da una richiesta all'altra. I fattori principali sono:
- La completezza della documentazione. Busta paga, cedolino della pensione, dichiarazione dei redditi o estratti conto: se manca qualcosa, l'istituto lo chiede e la pratica resta in sospeso.
- La verifica del reddito. Per lavoratori autonomi e liberi professionisti l'istituto esamina di solito dichiarazioni dei redditi di più anni, e questo richiede più lavoro.
- L'importo richiesto. Un importo più alto comporta in genere un esame più approfondito.
- Le informazioni nelle banche dati del credito. Ritardi, insolvenze o molte richieste recenti portano spesso a verifiche aggiuntive o al rifiuto.
- I controlli antiriciclaggio e antifrode. Dati che non coincidono, ad esempio un IBAN intestato a un'altra persona, richiedono chiarimenti.
- Il bonifico. Dopo la firma, i tempi dipendono anche dal tipo di bonifico usato dall'istituto e dalla tua banca.
Un'indicazione di tempi in un annuncio non è un impegno nei tuoi confronti. Se i tempi contano per te, chiedi all'istituto quando avviene l'erogazione dopo la firma e verifica cosa prevede il contratto.
Cosa cambia con il bonifico istantaneo
Il bonifico istantaneo SEPA riguarda solo il trasferimento del denaro tra due banche, dopo che l'istituto ha deciso di concedere il prestito e hai firmato il contratto. Non accorcia la valutazione della richiesta e non cambia le verifiche che l'istituto deve fare.
Le banche dati del credito
In Italia gli istituti consultano due tipi di archivi:
- I sistemi di informazioni creditizie (SIC) privati, come quelli gestiti da CRIF, Experian e CTC (Consorzio per la Tutela del Credito). Registrano richieste di finanziamento, prestiti in corso e regolarità dei pagamenti.
- La Centrale dei Rischi della Banca d'Italia, un archivio pubblico che raccoglie le esposizioni di importo più elevato e le posizioni in sofferenza.
Una segnalazione di ritardi o insolvenze pesa sulla valutazione e porta spesso al rifiuto della richiesta o a condizioni meno favorevoli. Anche le richieste di finanziamento restano registrate: presentarne molte in poco tempo può essere letto come un segnale di difficoltà. Puoi chiedere gratuitamente l'accesso ai tuoi dati a ciascun gestore e chiederne la correzione se trovi un errore.
Perché le promesse sui tempi meritano cautela
Una promessa di denaro sul conto in tempi certi, prima ancora di conoscere la tua situazione, non tiene conto delle verifiche che ogni istituto deve fare. Sono campanelli d'allarme in particolare:
- la richiesta di pagare commissioni o "spese di pratica" prima dell'erogazione, spesso tramite ricarica o bonifico a un privato;
- la promessa che la richiesta verrà accettata qualunque sia la tua situazione, senza verificare reddito e storia creditizia;
- la pressione a firmare subito, prima di aver letto il SECCI e il contratto;
- un soggetto che non compare nei registri pubblici.
In Italia il credito ai consumatori può essere concesso solo da banche e da intermediari finanziari autorizzati dalla Banca d'Italia, oppure da istituti di altri Paesi dell'Unione europea abilitati a operare in Italia. Agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi devono essere iscritti negli elenchi dell'OAM (Organismo Agenti e Mediatori). Puoi verificare un soggetto sul sito della Banca d'Italia e su quello dell'OAM.
Quanto costa davvero un prestito
Il dato da confrontare è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che comprende interessi, spese di istruttoria, eventuali assicurazioni obbligatorie e gli altri costi richiesti per ottenere il credito. Il TAN (Tasso Annuo Nominale) indica solo il tasso di interesse e non basta per confrontare due offerte.
Guarda sempre anche l'importo totale dovuto, cioè la somma di tutto ciò che restituirai. Esempio ipotetico, non un'offerta: per un prestito di 1.000 € in 12 rate mensili con TAN del 9% e 20 € di spese di istruttoria, la rata è di 87,45 €, l'importo totale dovuto è di 1.069,40 € e il TAEG è di circa il 13,6%. Con un importo più piccolo, le stesse spese fisse pesano di più sul TAEG.
Altri costi da controllare:
- Assicurazioni. Se una polizza è obbligatoria per ottenere il prestito, il suo costo deve rientrare nel TAEG. Verifica se una polizza presentata come necessaria è in realtà facoltativa.
- Spese di incasso rata e di gestione. Anche piccole spese mensili si sommano sull'intera durata.
- Interessi di mora e spese in caso di ritardo. Leggi la clausola sui ritardi prima di firmare.
- Rimborso anticipato. Puoi estinguere il prestito in anticipo. L'istituto può chiedere un indennizzo, che la legge limita all'1% del capitale rimborsato in anticipo, o allo 0,5% se manca meno di un anno alla scadenza.
Ogni trimestre il Ministero dell'Economia e delle Finanze pubblica, sulla base delle rilevazioni della Banca d'Italia, i tassi soglia antiusura per ciascuna categoria di finanziamento. Un tasso superiore alla soglia è usura ed è vietato dalla legge. Per capire meglio la differenza tra TAN e TAEG puoi leggere anche la guida ai prestiti a tasso zero.
I rischi di decidere in fretta
Quando una spesa è urgente, è facile accettare condizioni che in un altro momento non si sceglierebbero.
- Un costo più alto del necessario. Scegliere in base ai tempi promessi anziché al costo totale può significare pagare decine o centinaia di euro in più.
- Un importo più alto del necessario. Ogni euro in più preso in prestito costa interessi per tutta la durata.
- Prestiti per pagare altri prestiti. Aprire un nuovo finanziamento per coprire le rate di uno esistente aumenta di solito il debito complessivo.
- Rate non sostenibili. Un ritardo comporta interessi di mora e spese, può essere segnalato nei sistemi di informazioni creditizie e rendere più difficile ottenere credito in futuro.
Prima di firmare: una lista di controllo
- Verifica che l'istituto o l'intermediario compaia nei registri della Banca d'Italia o dell'OAM.
- Leggi il SECCI e confronta TAEG e importo totale dovuto, non solo la rata.
- Controlla quali assicurazioni sono obbligatorie e quali facoltative.
- Leggi le condizioni in caso di ritardo e di rimborso anticipato.
- Calcola se la rata è sostenibile con il tuo reddito anche in un mese difficile.
- Non pagare nulla prima dell'erogazione.
Dopo la firma hai 14 giorni di calendario per recedere dal contratto di credito ai consumatori senza indicare il motivo. Se il denaro è già stato accreditato, devi restituire il capitale e gli interessi maturati fino alla restituzione.
Se fai fatica a pagare le rate
- Contatta subito l'istituto, prima della scadenza: può valutare soluzioni come una rimodulazione del piano di rimborso.
- Organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento (OCC). Previsti dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, aiutano le persone e le famiglie sovraindebitate a cercare una soluzione con i creditori.
- Associazioni dei consumatori. Molte offrono consulenza sui contratti di credito.
- Fondazioni e associazioni antiusura. Assistono chi è in difficoltà economica e a rischio di usura.
- Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Per le controversie con una banca o un intermediario finanziario puoi rivolgerti all'ABF dopo aver presentato reclamo all'istituto.
Per i costi dei prestiti di piccolo importo leggi anche la guida ai mini prestiti online.
Domande frequenti
Quanto tempo serve perché un prestito venga accreditato sul conto?
Non esiste un tempo valido per tutti. Dipende dalla completezza dei documenti, dalla verifica del reddito, dall'importo, dalle informazioni nelle banche dati del credito e dal bonifico usato. Chiedi all'istituto quando avviene l'erogazione dopo la firma e verifica cosa prevede il contratto.
Il bonifico istantaneo accorcia la valutazione della richiesta?
No. Il bonifico istantaneo riguarda solo il trasferimento del denaro dopo la decisione dell'istituto e la firma del contratto. La valutazione del merito creditizio resta la stessa.
Un istituto può concedere un prestito senza verificare la mia situazione?
No. La legge obbliga ogni istituto a valutare il merito creditizio prima di concedere il credito. Diffida di chi promette che la richiesta verrà accettata comunque: è un tipico segnale di truffa o di un soggetto non autorizzato.
Posso recedere dal contratto dopo che il denaro è arrivato?
Sì. Hai 14 giorni di calendario dalla firma del contratto per recedere senza indicare il motivo. Devi restituire il capitale ricevuto e gli interessi maturati fino alla restituzione.
Dove posso chiedere aiuto se non riesco a pagare le rate?
Contatta subito l'istituto. Puoi inoltre rivolgerti a un Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento (OCC), a un'associazione dei consumatori o a una fondazione antiusura. Per le controversie con l'istituto puoi ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario.
Credano è un sito di confronto prestiti, non un istituto di credito. Questo articolo ha scopo informativo, non contiene offerte di prestito e non costituisce consulenza finanziaria. L'esempio di costo è ipotetico. Le condizioni, i tempi e la decisione su ogni richiesta dipendono dal singolo istituto di credito: verifica sempre il SECCI e il contratto prima di firmare.